Il Ground Zero: le novità ad oggi

Lo stato del ground zero oggi

Torna la vita a Lower Manhattan

One World. E’ questo l’ambizioso nome assegnato all’imponente complesso architettonico che ingloba ed arricchisce il Ground Zero oggi, dedicato alla memoria del World Trade Center in Lower Manhattan (termine utilizzato dai newyorkesi per definire la parte a Sud dell’isola di Manhattan).

Gli architetti Daniel Libeskind e lo Studio Skidmore, attraverso notevoli ritardi sia nella progettazione che nella fase di realizzazione, alla fine sono riusciti ad aprire al pubblico ed al business quella che è destinata a diventare una delle location di New York più ambite dagli uomini d’affari.

 

Conde Nast e non solo

I più lesti a non farsi scappare questo flagship building (edificio “bandiera”, espressione inglese che si riferisce a quei palazzi simbolici che caratterizzano più di altri la skyline newyorkese) sono stati quelli di Conde Nast, una delle maggiori casi editrici del mondo, che sono già andati ad occupare oltre venti piani della nuova torre One World.

Ma nel Ground Zero oggi non troviamo solo l’imponente grattacielo: parchi, fontane ed una notevole quantità di ristoranti ed altri esercizi commerciali stanno aprendo per arricchire il quartiere di una connotazione sempre più chic ed elegante.

 

La progettazione

La torre del nuovo One World è forse l’edificio più protetto dagli attacchi terroristici presente in questo momento nel mondo: le specifiche di sicurezza intervenute sia in fase di ideazione che di costruzione prevedevano infatti un impiego massiccio di pilastri in acciaio a rinforzo della struttura, che oggi potrebbe tranquillamente resistere anche ad uno schianto aereo come quello che tutti noi abbiamo ancora negli occhi dopo le terribili sequenze televisive dell’11 settembre 2001.

Non solo: persino gli ascensori sono stati blindati, di modo che persino un terrorista che decidesse di farsi esplodere all’interno di una delle cabine non riuscirebbe a creare alcun danno al di fuori da esse.

Gli investimenti

Ci sono voluti quasi quattro miliardi di dollari per costruire il One World Center: il grattacielo, alto 541 metri, è attualmente il più imponente d’America ed il quarto al mondo. Come sempre capita, non a tutti questo progetto è piaciuto: in molti avrebbero preferito che la zona rimanesse deserta, ad imperitura memoria delle vittime della strage terroristica che ha sconvolto il mondo.

Michael Kimmelman, forse il più celebre critico d’arte americano, ha definito il nuovo grattacielo “non male”, precisando tuttavia che “non male non può essere abbastanza” per un’opera dal così elevato contenuto simbolico.

Quello che soprattutto viene contestato all’opera nel suo complesso è la sua concezione di luogo adibito esclusivamente al business, proprio era accaduto per le vecchie torri gemelle. Uno spazio più multiculturale, cosmopolita e destinato ad una molteplicità di utilizzi da parte della cittadinanza forse avrebbe conquistato maggiori consensi.

Ma si sa che la Grande Mela è una città imperniata sul concetto di affari, transazioni, scambi commerciali: a molti è quindi sembrato giusto ricostruire un World Trade Center più imponente, più moderno e soprattutto blindato.

 

La sostenibilità

Il progetto, nel suo complesso, ha dedicato ampio spazio alla sostenibilità. I vetri che rivestono la torre, ad esempio, filtrano in modo intelligente la luce rendendo gli spazi all’interno freschi d’estate e caldi d’inverno con minore ricorso ai sistemi di condizionamento.

 

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