Quali sono le specializzazioni degli avvocati

Il D.M. 144/2015, in base all’art. 9 della L. 247/2012 della Nuova disciplina dell’ordinamento forense, ha disciplinato il titolo di avvocato specialista. Secondo la normativa vi sono 18 aree di specializzazione che possono essere modificate e aggiornate dal Ministero della Giustizia. Il numero di specializzazioni massime conseguibili è stato fissato a 2. Vediamo quindi cosa cambia con la specializzazione degli avvocati, quali sono i vantaggi per i professionisti e per i clienti e gli eventuali limiti imposti da questa normativa.

Specializzazione degli avvocati, come funziona la normativa

La nuova normativa introdotta, prevede che gli avvocati debbano avere una specializzazione fino a un massimo di 2. Il titolo specialistico può essere acquisito mediante domanda al Consiglio Nazionale Forense e che va quindi presentata per mezzo del Consiglio dell’Ordine di appartenenza. Per poter presentare la domanda però si deve essere in possesso di alcuni requisiti:

Si deve aver frequentato con un esito positivo dei corsi di specializzazione nell’ultimo quinquennio, altresì aver maturato un’anzianità di iscrizione all’Albo che sia “ininterrotta e senza sospensioni” di  otto anni almeno. Se si possiede questo secondo requisito il candidato si sottoporrà a un colloquio con il C.N.F.

Non si deve, inoltre, avere alcuna sanzione disciplinare definitiva subita nell’ultimo triennio, né la revoca di un precedente titolo specialistico nell’ultimo biennio.

Gli adempimenti per ottenere la specializzazione

Cosa deve fare quindi l’avvocato che vuole ottenere una o due specializzazioni? Per prima cosa dovrà documentare al C.O.A. di appartenenza, di aver adempiuto agli “obblighi di formazione permanente nel settore delle specializzazioni” e dovrà farlo ogni 3 anni dall’iscrizione all’elenco. Inoltre, tale titolo potrà essere mantenuto se si dimostra, sempre per quanto riguarda il triennio preso come riferimento, di aver esercitato l’attività di avvocato “in modo assiduo, prevalente e continuativo” nel settore di specializzazione.

Questa nuova normativa è stata ampiamente criticata ed è ben presto divenuta oggetto di ricorsi per presunti profili di illegittimità, come per esempio quello confermato dal Consiglio di Stato con la sentenza 5575/2017, oggi davanti al TAR.

Quali sono i vantaggi per il cliente e per il professionista

Iniziamo col dire che per quanto riguarda il professionista, la specializzazione è una possibilità in più, infatti l’avvocato può occuparsi prevalentemente delle discipline nelle quali è specializzato, ma senza comunque dover rifiutare cause inerenti le materie di cui il professionista è competente. Lo studio legale Boero, per esempio, si occupa di diversi ambiti delle materie legali, ma con un particolare interesse verso quelle che sono le materie di risarcimento danni da incidenti e da malasanità.

avvocata

L’avvocato Boero, infatti, si occupa di cause anche molto delicate, come quelle finalizzate a far ottenere ai propri clienti un risarcimento per la morte di un proprio caro in un incidente stradale o per un fatto di malasanità, una tra le più elevate cause di morte nel nostro Paese.

Per il cliente, invece, la specializzazione è un’opportunità in più di trovare un avvocato che sia ampiamente competente nel settore della sua specializzazione. Se torniamo all’esempio di prima, un cliente che sta cercando una consulenza legale per un caso di malasanità, potrà rivolgersi a un avvocato specializzato in quella branchia legale.

Ovviamente, ribadiamo che un avvocato specializzato non è competente solo nelle materie della sua specializzazione, ma anche nelle altre.

 

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