Uso e finalità delle garze grasse

Utili in tutte le forme di ustioni o nelle situazioni in cui vi sia stata la perdita di sostanza degli strati superficiali cutanei, le garze grasse risultano la scelta d’elezione per la loro particolare caratteristica di essere impregnate di vaselina, senza risultare adesive e quindi potenzialmente traumatiche.

Caratteristiche delle garze grasse

Le garze grasse sono definite tali perché imbevute di paraffina, il che le rende facilmente removibili dalle zone in cui vengono applicate.

Assolutamente sterili e frequentemente a maglia larga, le garze grasse hanno la caratteristica di non aderire alla ferita evitando quindi ulteriori traumi della cute interessata.

Sono indicate principalmente in corso di lesioni superficiali della pelle con relativa perdita degli strati cornei più esterni, come può accadere nelle scottature, nelle abrasioni profonde e nelle ferite.

La caratteristica di essere impregnate di vaselina, fa sì che i tessuti sottostanti possano fisiologicamente ripararsi attraverso il processo di riepitelizzazione, mentre l’umettamento evita la formazione di escare superficiali proteggendo contemporaneamente i nuovi tessuti.

La formazione dell’escara formata dall’aggregazione piastrinica potrebbe infatti attaccarsi ad una garza normale ed asciutta, rendendo doloroso il distacco della stessa e la regolare medicazione.

L’umidità della garza grassa, invece, permette alla ferita di procedere verso la guarigione per seconda intenzione, favorendo la rigenerazione cellulare.

garze grasse paraffina

Quando e perché scegliere la medicazione con garza grassa

La finalità di una medicazione è quella di accelerare i tempi di guarigione, prevenendo le infezioni e accompagnando i processi riparativi verso la formazione di un’adeguata cicatrice.

Nel caso di lesioni cutanee che interessano ampie superfici e determinano la formazione di essudato, come nelle ustioni, nelle abrasioni e nelle lacerazioni superficiali, o anche nei bendaggi elastici e costrittivi necessari in concomitanza di piaghe abbondantemente secernenti, le garze sterili rappresentano una sorta di cerotto protettivo, costituito da tessuto di cotone a banda larga umido ed idrofobico.

Le garze grasse solitamente sono impregnate di vaselina o paraffina sub-liquida, indispensabile affinché la garza non aderisca all’essiccamento dell’essudato o alla formazione dell’escara, rimanendo quindi del tutto atraumatica.

La paraffina ha anche il compito di assorbire l’essudato prodotto dalla lesione evitando l’effetto occlusivo che si ottiene con le garze sterili classiche.

Le garze grasse vanno solitamente cambiate ogni giorno, o comunque ogni qualvolta l’essudato le satura debordando dalle stesse.

E’ fondamentale che la ferita rimanga sempre umida, plastica e morbida, previa detersione e disinfezione della zona lesionata.

Raramente le garze grasse possono provocare fenomeni di sensibilizzazione per il prolungato e continuo uso topico.

Per evitare potenziali infezioni batteriche secondarie che possono ritardare o far degenerare la riparazione tissutale, alcune garze grasse sono contemporaneamente impregnate di antibiotici, come i colloidi d’argento.

Non è infrequente, infatti, ritrovarsi di fronte ad una ferita che presenta più problematiche contemporaneamente e che per questo richieda delle medicazioni combinate con altri principi attivi.

Anche in concomitanza di ulcere con tessuto necrotico, la garza grassa può essere la soluzione ideale per indurre l’ammorbidimento della necrosi.

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