La legislazione che regolamenta i lavori pubblici

REGOLAZIONE DEI LAVORI PUBBLICI: IL CONTRATTO PUBBLICO

I lavori pubblici sono regolati dai contratti di pubblico impiego, ossia particolari contratti dotati di alcuni profili di specialità rispetto ai normali contratti con disciplina privatistica, messi a punto a seguito di una serie di leggi approvate negli anni. Più nello specifico, le assunzioni nel settore pubblico avvengono tenendo in considerazione i contratti collettivi, ma facendo leva su alcune particolarità:

  •   la pubblicazione dell’avviso pubblico su un sito istituzionale per la ricerca di personale, che indichi nel dettaglio le figure professionali, le caratteristiche e le competenze richieste;
  • il fatto che si concretizzano mediante un contratto individuale di lavoro, su due livelli, tramite i centri per l’impiego, per i profili lavorativi dove è richiesta una formazione relativa alla scuola dell’obbligo, mentre vi è una selezione più complessa (concorsi ecc.) per quanto riguarda gli incarichi dove sono richieste professionalità più elevate.

DURATA E TIPOLOGIE DI CONTRATTO

A livello contrattuale la durata va dai 3 ai 5 anni, con la possibilità di rinnovo, inoltre il lavoratore con un contratto pubblico può rifiutare la sua eventuale trasformazione in part-time se in conflitto con il lavoro dell’amministrazione, mentre in caso di cambiamento di mansione il problema non sussiste.

Come per i dipendenti del privato, anche in questo campo sono utilizzabili i contratti flessibili, come ad esempio il lavoro o la somministrazione a tempo determinato, il contratto di formazione e lavoro (per esigenze temporanee ed eccezionali) o avvalersi di lavoratori autonomi per coloro che sono dotati di professionalità elevate.

MANSIONI ED EFFICIENZA NEL PUBBLICO

Per quanto concerne le mansioni svolte dai lavoratori, le loro variazioni possono essere solo orizzontali, ossia è possibile affidare loro solo mansioni equivalenti o superiori (in tal caso scatterà un aumento retributivo, ma non la promozione) rispetto a quelle precedentemente ricoperte.

Nel tempo il legislatore, per verificare le performance del settore pubblico, ha inserito un sistema di valutazione dei risultati ottenuti, questi ultimi andranno poi ad influenzare l’erogazione di parte della retribuzione, tutto ciò al fine di incentivare l’efficienza, spesso punto critico del lavoro pubblico.

Giampiero Martini avvocato

La normativa che è molto elaborata e complessa la potete consultare meglio nel manuale dell’avvocato Giampiero Martini che parla ampiamente della legislazione dei lavori pubblici e della normativa nazionale.

ECCEDENZE DI PERSONALE E POTERE SANZIONATORIO

Quando si riscontrano delle eccedenze di personale, possono scattare le forme di estinzione del contratto previste anche nel privato. Tuttavia vi sono delle differenze importanti, come ad esempio nel caso della messa in mobilità, con questa procedura il lavoratore sarà retribuito dall’amministrazione pubblica (senza svolgere il lavoro, ma con la possibilità di essere chiamato altrove), ma al termine del suo periodo non vedrà risolto il suo contratto ed anzi verrà reimpiegato in un altro lavoro di equivalente mansione.
Anche nel lavoro pubblico il datore di lavoro ha un potere sanzionatorio nei confronti dei dipendenti che commettono inadempienze sul lavoro, queste vanno dai classici richiami, alle multe fino alla possibilità di licenziamento per giusta causa, in casi particolarmente gravi.

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