PubPeer: servizio utile per la scienza che a breve sparirà?

La maggior parte degli internauti non ne è a conoscenza, ma esiste un sito che permette, in modo assolutamente anonimo, di portare alla luce errori, inesattezze o semplicemente critiche alle ricerche scientifiche: il sito in questione si chiama PubPeer.com e a giudicare dal fatto che ora è al centro di una causa negli Stati Uniti d’America, si può facilmente immaginare come abbia ormai un certo seguito e successo.

Dal 2012 una sola missione: rendere noti al mondo gli errori nelle ricerche scientifiche

PubPeer è un sito frequentato da chi il settore della scienza lo conosce bene, perchè qui interagiscono, come detto in modo assolutamente anonimo, ricercatori e scienziati che vogliono denunciare gli errori, le mancanze e in certi casi l’assoluta inattendibilità di studi e ricerche effettuate da colleghi che magari hanno lavorato ad uno studio dall’altra parte del mondo.

Senza dubbio la missione che questo sito si prefigge è nobile, perchè consente di mettere sotto la lente di ingrandimento errori nel settore della scienza che, in altri tempi, non sarebbero magari stati scoperti o per far venire alla luce i quali sarebbero stati necessari mesi e mesi.

I successi di PubPeer

Gli “scalpi” di questo sito-comunità che vuole depurare il mondo della scienza dagli errori nelle ricerche scientifiche sono effettivamente diversi e in alcuni casi eclatanti. Basti pensare a quando, nel 2013, fu fatta venire alla luce la serie di inesattezze che caratterizzavano una ricerca sul rapporto tra staminali e clonazione, pubblicata su una delle più importanti riviste di scienza del mondo. In quel caso l’autore dello studio si trovò nella sgradevole condizione di dover ammettere gli errori e si difese dando la colpa alla fretta di vedere pubblicato il proprio lavoro.

Tuttavia il sito-comunità si è trovato spesso al centro di attacchi da parte di appartenenti al mondo della scienza, i quali hanno più volte ventilato la possibilità che alla base delle denunce anonime sulla falsità di uno studio scientifico o sulla presenza di errori, potrebbe esservi soltanto la volontà di colpire un collega o di avvantaggiare la propria squadra di ricercatori, magari impegnata in uno studio sullo stesso tema. scienza

Anche per evitare problematiche di questo tipo, la regola base che i fondatori di PubPeer hanno posto come stella polare è quella di pubblicare solo ed esclusivamente informazioni che sia possibile per tutti verificare.

Nonostante ciò l’anonimato degli utenti potrebbe presto venire meno

Tuttavia ora c’è un caso giudiziario che rischia seriamente di mettere fine a PubPeer, perchè in gioco c’è la sicurezza per gli utenti di potersi nascondere dietro l’anonimato.

Entro la fine dell’anno la Corte d’appello del Michigan dovrà prendere una decisione in merito alla richiesta di un ricercatore, che ha chiesto che siano resi noti i nomi degli utenti che due anni fa pubblicarono su PubPeer un post nel quale insinuavano che un suo studio non fosse altro che un “copia/incolla” di due ricerche pubblicate anni prima su alcune riviste scientifiche.

Fazlul Sarkar, questo il nome del ricercatore che ha intentato la causa, lamenta la perdita di una importante opportunità lavorativa in una università a causa di questa accusa e ora vorrebbe poter intentare una causa contro chi gli ha lanciato quelle accuse di plagio.

Ma PubPeer è un servizio utile o no?

Dalla decisione della Corte dipende il mantenimento o meno dell’anonimato da parte degli utenti di PubPeer.

A sostegno del sito-comunità e della sua attuale configurazione, garantente l’anonimato di chi denuncia errori e frodi nelle ricerche scientifiche, si è schierato il New York Times, il quale ha affermato che l’anonimato delle segnalazioni permette di garantire una certa affidabilità delle future ricerche che chi lavora nel mondo della scienza porterà avanti.

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