Storia del clima della terra: l’effetto serra e la fine dell’era dei dinosauri

La Terra e il suo clima hanno una storia assolutamente interessante da ripercorrere, per cercare di capire meglio le variazioni climatiche dei giorni attuali.

Osservando di nuovo alcuni periodi storici è possibile infatti creare un collegamento con la contemporaneità, che permette di analizzare con attenzione alcune problematiche attuali sotto una lente diversa e avere dati storici che offrono una base solida per la previsione del tempo.

In questo senso è dunque importante, ad esempio, andare a ricostruire il periodo che è compreso tra 750 e 500 milioni di anni fa, in modo da osservare come alcuni fenomeni che si discutono spesso quando si tratta di di meteo e ambiente, in cui si sono verificate 4 mega glaciazioni che hanno colpito il nostro pianeta.

Dal giaccio perenne al calore che permette la vita

La Terra ghiacciata, riflettendo maggiormente la luce solare causa ghiaccio, sarebbe dovuta scivolare verso un permafrost costante, ma a causa di un periodo di assenza di piogge e grazie alla continua attività dei vulcani, visse un periodo di fortissimo effetto serra, a cui seguì lo scioglimento dei ghiacci.

L’anidride carbonica raggiunse concentrazioni 350 volte superiori a quelle attuali e la diversa disposizione dei continenti, che aveva creato nuovi canali attraverso cui le correnti oceaniche trasportavano il calore accumulato all’Equatore in tutto il Globo, fece si che in quel determinato momento si raggiunse il punto più caldo per quel che concerne la storia del clima terrestre: la temperatura media del Globo, intorno a 22,8 °C, era più di 7 gradi superiore a quella attuale (che i servizi meteo di tutto il mondo tengono monitorata), e neanche ai Poli erano presenti ghiacci perenni.

Il Cretaceo

In un clima così caldo e umido, prosperavano dinosauri e diverse tipologie di vegetali: siamo a 100 milioni di anni fa, periodo che poi ha preso il nome di Cretaceo, che si concluse quando si è sviluppato un progressivo raffreddamento.

La deriva dei continenti è infatti un argomento di rilievo per gli addetti ai lavori del campo di previsione meteo, poiché portò notevoli variazioni al clima del Cretaceo, segnando la fine di questa era: le terre emerse alle alte latitudini aumentarono, permettendo al ghiaccio di attecchire e di riflettere nello spazio più energia solare, le correnti oceaniche si interruppero e si formarono delle grandi catene montuose che trattenevano l’anidride carbonica, non più disponibile nell’atmosfera.

Meno effetto serra e raffreddamento delle temperature evidente. Circa 65 milioni di anni fa, poi, un enorme meteorite colpì l’area del Golfo del Messico facendo piombare la terra per decenni in un buio e gelido inverno.

Variazioni di temperatura e Cicli di Milankovic

Nell’ultimo milione di anni, come ci dicono molti esperti di meteo, lunghi periodi molto freddi si sono alternati a periodi più caldi, dette fasi interglaciali.

L’alternanza di periodi freddi e caldi è regolata dalle cicliche variazioni dell’orbita terrestre, che influenzano la quantità di energia solare che raggiunge la Terra: l’eccentricità dell’orbita attorno al Sole cambia, ruota l’asse attorno a cui la Terra gira su se stessa e varia anche l’inclinazione dell’asse di rotazione rispetto al piano dell’orbita (questi tre momenti sono chiamati Cicli di Milankovich).

Chi si occupa di previsioni del tempo non può non approfondire lo studio di questi fattori: conoscere il passato permette di proporre un serio dibattito alla ricerca di soluzioni per adattarsi a questo complesso sistema vivo che è il nostro pianeta di appartenenza, di cui bisogna aver rispetto vista la sua storia antica che noi umani rappresentiamo solo come una piccola porzione.

Suggerito da: Sky Meteo 24

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